
Valdifiori: “Quella di Napoli è stata una bella esperienza in un ambiente fantastico”
Mirko Valdifiori, che ha vestito la maglia azzurra per sette stagioni (dal 2008 al 2015) culminata con la salvezza conquistata nell’era Sarri, è intervenuto telefonicamente durante la trasmissione Orme Azzurre di PianetaEmpoli. Ecco le sue parole:
Ciao Mirko, la tua ultima esperienza è stata a Pescara, mentre adesso sei svincolato. Come stai?
“Esattamente, a gennaio ho trovato accordo per la risoluzione del contratto, visto che a Pescara mi avevano fatto capire che non c’era più un progetto intorno a me e che probabilmente sarei finito fuori lista. Quindi sono tornato a casa, faccio il babbo, mi alleno e vediamo se a luglio salta fuori l’occasione per giocare qualche altro anno. La mia idea è quella di continuare a giocare, fisicamente mi sento integro e non ho mai avuto infortuni. Finché posso gioco, ma arrivato alla mia età devo guardarmi intorno, sto facendo qualche corso ma ci sarà tempo per pensare a una carriera alternativa”
Tu sei ex sia di Empoli che di Napoli. Che gara ti aspetti domenica?
“Entrambe non stanno vivendo un momento felicissimo. Il Napoli ha visto un po’ sfumare il sogno scudetto e sarà sicuramente arrabbiato, vorrà andare a Empoli per dare un segnale di essere ancora vivo. Dall’altra parte c’è un Empoli che dopo un girone di andata fantastico nel ritorno ha avuto difficoltà. Ma al tempo stesso vuole chiudere il discorso salvezza. Poi Empoli-Napoli è sempre stata una bella partita, speriamo di assistere a un altro bel match”
Ti sei fatto un’idea sul perché di questa crisi di risultati nel girone di ritorno?
“Il girone di andata l’Empoli ha trovato anche ottimi risultati anche su campi difficili. Poi a un certo momento della stagione non dico che ti senti appagato ma magari vedi che hai tanti punti di vantaggio e la testa ti fa stare meno sul pezzo. Non dimentichiamoci che è una squadra giovane, che a gennaio ha perso il fulcro del gioco che era Ricci. Per fortuna Empoli è un ambiente tranquillo, che ti permette di lavorare con serenità nonostante la mancanza della vittoria. Chissà, magari basterà un successo per ritrovare l’entusiasmo del girone di andata”
Qual è il tuo giudizio su Asllani, giovane che sta facendo molto bene nel ruolo che occupasti tu a Empoli?
“Asllani è un giovane molto interessante. Alla sua prima esperienza è stato catapultato in un campionato difficile però sta giocando con una sicurezza che ha colpito un po’ tutti nonostante la giovane età. Mi piace come si muove con la palla e come verticalizza, se è lì che gioca titolare c’è un motivo”
C’è qualche rimpianto per la tua esperienza al Napoli dopo l’exploit a Empoli?
“Quella di Napoli è stata una bella esperienza in un ambiente fantastico. La piazza era calorosa, anche se naturalmente rispetto a Empoli ti permette di sbagliare meno, sai che devi lasciare subito un’impronta. Nelle prime tre partite faticammo un po’, come era successo anche a Empoli durante le prime giornate con mister Sarri. Poi è esploso Jorginho e penso che Sarri, onestamente, abbia fatto bene a puntare su di lui, per quello che poi ha dato Jorginho al Napoli in quell’anno. Riconosco che sia stato giusto così, ma credo che ogni esperienza ti forma e porto un gran ricordo di Napoli, come di Empoli e delle altre squadre in cui ho militato”
Cosa consiglieresti a un giovane che vuole emergere?
“La visibilità in Serie A è completamente diversa dalla B. Anche nel nostro Empoli allenato da Sarri ci sono stati calciatori che si sono messi in mostra e che giocano tuttora in grandi squadre come Mario Rui, Hysaj, Saponara, Rugani, Vecino. Probabilmente se non vincevamo il campionato di B, magari venivamo calcolati meno. Un giovane deve lavorare, stare sul pezzo, perché la carriera può svoltare da un momento all’altro. Come è successo anche a me, che a 28 anni sono arrivato in Serie A e ho addirittura esordito in Nazionale. E poi non dimentico Vicenza: le carriere son cambiate anche lì, dobbiamo ringraziare Dossena per aver parato quel rigore. Mi ricordo che io e Regini eravamo quasi in lacrime in panchina sullo 0-2, a volte bisogna pensare anche a questi aspetti, che la carriera ti può cambiare in un attimo”
Quali sono i ricordi più vividi che ti porti dall’esperienza a Empoli?
“Come ho detto questa notte di Vicenza è stata indimenticabile. Era ancora in vita il mio grande amico Silvio Nacci e mi ricordo che a fine partita venne ad abbracciarmi. Un altro bel ricordo è stata la partita col Pescara che sentenziò la nostra promozione in Serie A. Quella sera fu fantastica, a cominciare dal pre-gara fino agli ultimi minuti, in cui ho realizzato realmente cosa stavamo facendo. Un’emozione indescrivibile, ricordo gli amici che hanno scavalcato per festeggiare insieme a me, la mia famiglia sempre vicino. Sono momenti che porto sempre dentro di me”
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