
Un tifoso è per sempre
Coreografici, contraddittori, arrabbiati, felici, tristi: sono i tifosi che lo scrittore Stefano Peradotto ha tentato di identificare attraverso “10 libri per cercare di capire i malati di calcio”. E scrive: “Eppure sì Dante, alla faccia tua, io fui fatto, almeno per 90 minuti, a viver come bruto!” E Maurizio De Giovanni poi sale i gradoni dello stadio approdando alle curve, ovvero: “una via di mezzo tra la giungla amazzonica e la striscia di Gaza, un luogo dal quale si ritorna a pezzi, pieni di lividi”.
Eh sì, è il tifoso, il malato di calcio, che almeno per tre, quattro ore annulla ciò che lo circonda e pensa alla maglia. Di chi si parla? Del tifoso azzurro? Di quello che tiene azzeccato sulla macchina il logo, lo spillino al bavero della giacca, il braccialetto con il ciondolo? O piuttosto di tutti i malati che nell’universo popolano gli stadi, le strade, i bar, i divani: un posto qualunque dove poter tifare. E tuttavia “gli sciocchini” puntano il dito sulla passione azzurra come qualcosa di eccessivo mai considerando sè stessi. Eppure chi vive di calcio ricorda tanti eccessi ritenuti normali per eventi anche di piccolo calibro. Ma tant’è gli sfizi azzurri suscitano sarcasmo di bassissima lega di chi ancora è incapace di gioire o soffrire per la propria maglia. E allora leggiamo insieme i versi di chi può comprendere.
Ode ai Tifosi (da @phorism.it)
di James Green
Nei frastuoni del calcio, nell’ardore
di cori e bandiere sventolanti,
si staglia la tua passione, o tifoso,
come un faro di gioia e di calore.
Tu, che intrecci la tua voce al canto
della folla, in un’unica sinfonia,
sei l’anima che alimenta la partita,
il fuoco che accende la rivalità.
Ma sotto il manto di entusiasmo,
vibra il cuore di un amore profondo,
per il colore che indossi con fierezza,
per la squadra che è parte di te stesso.
E in ogni vittoria e sconfitta,
tu resti saldo, con lo sguardo fiero,
perché la tua lealtà è inossidabile,
come una roccia in mezzo al mare.
Così, tifoso, ti celebro in questa poesia,
con serenità e pacatezza,
perché sei il fulcro di una passione
che unisce e incanta, senza fine.
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