Non sarà facile mettersi alle spalle anche la sconfitta con il Genoa, ma ADL ha saggiamente provato ad alleggerire la pressione che è altissima. Cercare colpe nella settima sconfitta del campionato è quanto meno un esercizio deleterio alla causa perché il diktat è quello di salvare il salvabile. Tuttavia questo momento buio del Napoli, è molto favorevole per gli arbitri che possono gestire con maggiore libertà, senza pressione alcuna, la propria discrezionalità
In Inter-Napoli si è capito che anche le volgarità hanno un lignaggio, quello di Insigne e quello di Ronaldo; in Napoli-Torino l’arbitro Valeri graziò Izzo per un brutto fallo su Rui che avrebbe lasciato il Torino in inferiorità numerica; in Napoli – Spezia risulta molto dubbio il rigore concesso ai liguri e molto dubbio quello non concesso al Napoli. Così, solo qualche ricordo superficiale.
Sono episodi, forse non decisivi per uno o più risultati che però si accumulano a una serie di eventi iniziati a novembre e ancora non conclusi. Ma, proprio in questo caso, un Gattuso più freddo, più cinico sarebbe stato necessario. Il timore è quello che proprio il tecnico sia entrato nell’ansia da prestazione e non riesca a dare certezze che lui stesso non ha. Gattuso ha tentato di dare un’identità a questa squadra, ma troppi cambi di direzione hanno complicato il già difficile compito dopo le assenze prima di Osimhen , poi di Mertens e anche se la squadra è con lui, non pare gradisca sempre quel suo urlare che può risultare condizionante e non di aiuto.
Quindi giorni appena per sognare una finale di Coppa Italia; una vittoria sulla Juventus; un ritorno felice in Europa League; ancora una visita alla Dea e l’attesa del pass per gli ottavi EL. Una montagna da scalare ma con gli scarponi giusti si può fare perchè la rabbia maggiore è quella di vedere in questa squadra enormi potenzialità sprecate.