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Tutto lo conferma: comincia l’èra Spalletti?

Luciano Spalletti già candidato a gennaio quando la burrasca tra ADL e Gattuso era appena iniziata è (quasi) seduto sulla panchina azzurra.   Dopo i tanti nomi considerati dal presidente, Spalletti che fino alla fatal Verona aveva perso quota rispetto ad Allegri, è tornato ad essere il candidato più valido per la panchina azzurra. Sin dal primo momento, il tecnico toscano aveva accettato senza remore di poter guidare un gruppo proiettato verso l’alta classifica, ed ora, sembra che il contratto sia pronto per essere sottoposto all’analisi dei legali.

Il 30 giugno, Luciano Spalletti si metterà alle spalle l’Inter e potrà iniziare a lavorare con il club azzurro. Dopo Mazzarri e Sarri, ecco il terzo toscano guardato con un pizzico di diffidenza nel non saper decifrare se sia più geniale con le parole o con la scienza calcistica. E’ comunque un mattatore che non accetterebbe silenzi stampa imposti, perché con la personalità che gli è propria, non gradirebbe. Sarà lui il prossimo condottiero? Pare proprio di sì e il terzo toscano, negli spogliatoi azzurri, troverebbe qualche sua vecchia conoscenza come Manolas e Mario Rui, oltre che Matteo Politano allenato ai tempi dell’Inter. Spalletti ricalcherebbe il modulo che Gattuso ha lasciato in eredità ma di sicuro farà precise richieste per migliorare la linea difensiva perdendo Hysaj e Maksimovic.

Di lui ha parlato a radio Kiss Kiss Marco Roccati, ex portiere dell’Empoli e del Napoli, che ha ricordato il modo in cui lavora: “ E’ esigente, lavora molto con la palla. Ti affronta subito quando c’è qualcosa che non va. All’epoca era un innovatore insieme a Sacchi, Ulivieri e Novellino. E’ riuscito ad imparare e a trasmettere subito il suo calcio e a mettere in pratica le sue idee sul campo. A me chiedeva di stare altissimo e mi faceva giocare molto con la squadra, infatti quando presi gol a metà campo da Recoba mi difese in sala stampa. Anche in questo è stato un precursore”.

 

 

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