
Timidi segnali dal mercato: si muove qualcosa?
Tra cinque giorni si torna a Castel Volturno per preparare la settimana “tipo” che apre al campionato 2021/22. Intanto del rinnovo di Insigne non si parla anche se i segnali che invia il capitano solo eloquenti: azzurro a vita.
Il mercato “minore” ha dato segnali di fumate bianche ( Tutino e Luperto) che potrebbero smuovere qualcosa o qualcuno perché quella fascia sinistra ha bisogno di un padrone. Mario Rui è stato un esemplare interprete di costanza e attaccamento alla maglia, ma qualche disattenzione è costata cara al Napoli. Faouzi Ghoulam potrebbe essere la vera sorpresa magari a ottobre ma si lavora sempre sul modo condizionale: il Napoli ha bisogno di certezze ed Emerson Palmieri può esserlo. In quel caso il condizionale riguarda il modo per arrivarci e il Chelsea sembra inamovibile in tal senso al punto che aveva tentato di inserirlo nella trattativa per Lukaku.
Anche a centrocampo occorre un “Bakayoko” , sia chiaro, “un” non significa che sia proprio quel giocatore che da gigante, bamboleggiava con la palla anche nell’ultima con il Verona.
E’ chiaro che Luciano Spalletti aveva iniziato a Dimaro un’impostazione di gioco con un centrocampo a due ma che dopo l’infortunio di Demme, ha dovuto mutare. Un 4-3-3 che il Napoli stenta un po’ a ritrovare e soprattutto Osimhen stenta a “ritrovarsi” non avendo chi, da vicino, dialoghi con lui.
Tuttavia Spalletti deve insistere perché da ottobre ci sia la variabile secondo l’avversario e secondo il risultato. La rigidità tattica di Maurizio Sarri è pur sempre rimasta come DNA e sia Ancelotti, sia Gattuso l’hanno sclfita ma non del tutto modificata e toccherà al professore dare la spallata.
Fino a questo momento, tranne l’infortunio di Demme, Spalletti ha potuto lavorare con il Napoli che aveva chiesto: se si completasse l’opera coprendo la fascia sinistra, sarebbe un Napoli molto competitivo che potrebbe variare anche i moduli con disinvoltura.
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