
Spalletti, serve un’altra grande prestazione
“Servirà un’impresa”, così Luciano Spalletti con Alessandro Buongiorno accanto, ha presentato la sfida che l’Italia è chiamata stasera ad affrontare
Qui l’Italia nel 2006 ha scritto la storia: «Non si può rimanere sempre a queste date che ci portiamo dietro per anni, dobbiamo fare qualcosa di nuovo. Servirà un’impresa domani perché partiamo dallo svantaggio, ma serve un’altra grande prestazione come quella di giovedì a San Siro. Loro sono una squadra forte, ma noi abbiamo fatto ciò che dovevamo e se riusciremo a ripeterci sono convinto vinceremo».
Come sta Politano dopo la sostituzione di giovedì? “Matteo sta bene. Io l’ho tolto perché in quel momento lì c’era bisogno di qualche centimetro in più, ci ho messo mano credendo di far bene. L’ho tolto perché aveva strappato e rincorso molte volte, è bravo a fare quel ruolo anche se non è proprio il suo. Sulle scelte io penso che domani ci sarà da stare in partita all’inizio, ci sarà da mantenerla viva e poi da metterci mano ancor più pesantemente durante il match. Però l’importante è l’impatto che avremo in questo stadio qui e magari ricordandoci sempre che l’Italia non è solo una squadra di calcio, ma la Nazionale. Si va a giocare a muso contro chiunque avversario, contro qualsiasi tipo di squadra. A viso aperto
In attacco? Kean e Lucca? «Si può fare anche quello, è nelle loro caratteristiche. Vista la partita io penso che sia meglio uno che fa un lavoro di raccordo, lì ne abbiamo diversi e siccome vogliamo vincerla se poi li fai giocare entrambi subito poi non hai nessuno da mettere a partita in corso».
Gatti giocherà? E Ricci e Rovella? «Di centimetri in questo scenario più se ne hanno e meglio è. Questi atleti sono sempre più muscolosi, più alti. Perché poi quando abbassi quello lì sei vulnerabile sotto certi aspetti. Di calciatori uno sbagliatelo… Però si può giocare in più modi e noi abbiamo le soluzioni per il futuro, mettere quei centimetri per queste partite. Rovella e Ricci possono giocare insieme, ma domani ne gioca uno soltanto».
Che cosa servirà per vincere? «Sapevamo di avere di fronte una squadra forte… Io in vita mia ho nascosto tante sconfitte e non ho voluto trattarla qualcosa di simile perché abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, c’è solo da cambiare qualche episodio e riuscire a determinare anche singolarmente. Anche domani conterà tutto, il collettivo, perché conterà molto la squadra
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