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Plusvalenze, meccanismo perverso

I FATTI

Il 26 novembre scorso la Procura della Repubblica di Torino ha emesso un comunicato stampa con il quale rendeva noto che, su ordine della Procura della Repubblica, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria Torino, delegati alle indagini, sono stati incaricati di reperire documentazione ed altri elementi utili relativi ai bilanci societari approvati negli anni dal 2019 al 2021, con riferimento sia alle compravendite di diritti delle prestazioni sportive dei giocatori, sia alla regolare formazione dei bilanci. Le attività sono volte all’accertamento di ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ad emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti del vertice societario e dei direttori area business, financial e gestione sportiva. Al vaglio operazioni di trasferimento di giocatori professionisti e prestazioni rese da agenti coinvolti nelle relative intermediazioni. Dalle attività in corso è stata data comunicazioni alla Commissione per la Società e la borsa-Consob ed alle Procure Federali istituite presso la FIGC. L’indagine, denominata “PRISMA” ha avuto inizio nel maggio 2021 ed affidata ad un pool di magistrati del gruppo dell’Economia, composta dai sostituti procuratori Ciro Santoriello, Mario Berdoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio, avvalendosi, anche, di attività tecniche di intercettazione e comunicazione.

INTERROGATORI – INTERCETTAZIONI

Sono iniziati gli interrogatori, a cominciare da Federico Cherubini, come persona informata dei fatti, il D.G. succeduto a Fabio Paratici della Juve. Dalle intercettazioni telefoniche, in particolare emerge una società paragonata ad “una macchina ingolfata” a causa di investimenti oltre le previsioni di budget e di altre operazioni poco accurate, tra cui gli stipendi eccessivi. Tra l’altro gli inquirenti sono alla ricerca di documenti e scritture private relative al contratto e alle retribuzioni arretrate, ed in particolare ad una “carta famosa che non deve esistere teoricamente” di Cristiano Ronaldo. Si cerca inoltre una scrittura attestante un “obbligo non federale” a carico dell’Atalanta nell’ambito della doppia operazione di trasferimento dei calciatori Dermiral e Romero. Inoltre sotto il mirino l’operazione che ha portato allo scambio Pjanic-Arthur con il Barcellona, di fatto uno scambio con plusvalenza quasi tutte di carta.

CHE SIGNIFICA PLUSVALENZA

In primis chiariamo cosa si intende per plusvalenza: è la differenza tra il valore iscritto al bilancio e quello che si genera al momento del trasferimento ad altre società calcistiche. I calciatori sono considerati “beni immateriali” ammortizzabile negli anni nei bilanci societari. In poche parole e per fare un esempio pratico: se acquisto un calciatore a € 100.000, avendo la possibilità di ammortizzare in cinque anni per €20.000 all’anno, avrò azzerato il conto d’acquisto e quindi la successiva eventuale vendita sarà un ricavo, quindi una plusvalenza in bilancio, se il calciatore è ancora sotto contratto con la società. Il problema è che la valutazione del prezzo di cessione di un calciatore è soggettivo nel senso che è fatto dal mercato anche se si parte da alcuni parametri oggettivi: l’età, la serie dove gioca, i trofei vinti, le eventuali convocazioni in nazionale e la resa negli ultimi campionati, presenze e gol segnati. Ma soprattutto la richiesta che ha il singolo giocatore. Questo comporta che ogni singolo giocatore può essere valutato in modi diversi da un anno all’altro, perchè possano mutare i parametri. Anche gli allenatori nel calcio moderno, hanno assunto il ruolo di gestori-manager di patrimoni economici, in relazione al modo di utilizzo di ogni singolo calciatore, con conseguente riflesso sul suo valore economico. Tutto questo meccanismo si è accentrato con l’avvento della famosa legge 91 che ha definito il professionismo sportivo. Poi nel 95, con la cosidetta legge Bosman, è sensibilmente aumentato il potere dei calciatori e dei loro agenti nel determinare il mercato e stabilire richiesta e valori.

I RISCHI PENALI E SPORTIVI

Ora andiamo a valutare i rischi relativi sia dal punto di vista penale che dal punto di vista sportivo. I reati penali sono personali, diverse sono le ricadute nell’ambito sportivo dove esistte ancora il concetto di responsabilità oggettiva e diretta. Il tema della plusvalenza è stato sempre molto complicato da affrontare, a causa delle difficoltà di individuare dei criteri oggettivi per la stima di valore di un calciatore, che, come detto prima, varia in base a tanti fattori. Nell’ipotesi in cui la società possa essere ritenuta consapevole di aver fornito “informazioni mendaci, reticenti o parziali” per mettere in atto comportamenti comunque diretti ad eludere la normativa federale in materia gestionale ed economica, con l’eccezione di eventuali altre norme speciali e di violazione in termini di licenza UEFA, la condanna sportiva prevede l’ammenda con diffida ex art. 3 l. del codice di giustizia FIGC che regola la materia.

PRECEDENTI

Più grave è la sanzione prevista nel comma 2, ovvero se la società ha posto in essere i comportamenti per ottenere l’iscrizione ad una competizione cui non avrebbe potuto essere ammesse: in tal caso, le sanzioni vanno da punti di penalizzazione fino all’esclusione del campionato. C’è un precedente importante nel 2018, che parte da una inchiesta penale. La Corte di Appello Federale all’epoca condannò il Chievo Verona a tre punti di penalizzazione per “reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile”.

PLUSVALENZE FITTIZIE 

Comunque, per comprendere appieno la natura perversa delle plusvalenze fittizie vanno distinte dinamiche (contabile e finanziaria) non sempre coincidenti. La prima riguarda la capacità dell’azienda di coprire costi con ricavi e realizzare utili della gestione. La seconda segue la cassa che affluisce in azienda (non solo ricavi ma anche, per esempio, dei finanziamenti ricevuti) e quelle che esce per pagare le spese ma anche gli investimenti, per esempio acquisto beni (impianti, macchinari oppure, nel caso delle società di calcio, giocatori) con cui realizzare ricavi negli anni futuri. Le due dinamiche coincidono, nel lungo periodo, ma possono, da un anno all’altro, disallinearsi. Per esempio se un’impresa tra ricavi e costi ha 100 di perdita da coprire, le due voci coincidono. La perdita comporta due alternative: chiedere 100 in prestito alle banche o invitare gli azionisti a versare il necessario. Se però, l’impresa  dispone di un bene iscritto a bilancio a zero potrebbe cederlo a 100 pareggiando così il bilancio, senza dover ricorrere a banche e azionisti. Se però il bene vale zero perché nessuno sul mercato è disposto a pagarlo e l’azienda lo scambia con un bene di un’altra azienda attribuendo ad entrambi il valore di 100, realizzerà un ricavo di 100 con cui pareggia il bilancio. In tal modo l’azienda chiederà 100 alle banche evidenziando sanità di gestione. L’azienda si troverà con un attivo di valore zero ma iscritto a 100 ed avrà un debito di 100 ma non incasserà il controvalore della vendita del bene avuto in cambio utile, e prima o poi, dovrà ripagare il debito contratto. In questo caso, non corrispondendo il valore reale dell’azienda a quanto rappresentato in bilancio, gli azionisti e le banche saranno indotti in inganno. L’anno successivo l’azienda dovrà ammortizzare il bene e lo farà in 5 anni con un conto di gestione di 20, che rappresenta la frazione del valore contabile del bene.

QUALITA’ DEI BILANCI

Tutto ciò altera la qualità dei bilanci creando una fatale divaricazione tra contabilità e finanza. Altera il valore dell’impresa, gonfiando i beni aziendali con valori che non corrispondono a quelli di mercato. Se poi l’impresa è un club calcistico, soggetto ad obblighi quali pareggio di bilanci o mantenimento di liquidità e indebitamente entro certi livelli, l’impegno è duplice perché quel club trae ingiusto vantaggio su chi, al contrario, rispetta le regole. Potrà mantenere una rosa più costosa dei concorrenti, coprendone il costo con artefici contabili, rimandando le perdite al futuro e mantenendo i bilanci migliori della realtà. Potrà permettersi giocatori più bravi (soffiandoli alla concorrenza) con cui vincere trofei incassando premi, potrà aggirare sanzioni (blocco mercato, o esclusione dei campionati) a carico di chi non rispetta le regole.

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