Napoli, è tutto nelle tue mani
Il futuro è nelle mani del Napoli che ora, diversamente da una settimana fa, non deve rincorrere. Sotto sotto, c’era il timore di una rincorsa vana con tre corazzate come Milan, Atalanta e Juventus. Si facevano calcoli su calcoli, ma il Napoli pur non fallendo avrebbe rischiato alla fine che un muro impedisse l’accesso. Un girone di ritorno in cui il Napoli ha raccolto la bellezza di 32 punti, lasciandone alcuni che pesano tanto. La sconfitta col Genoa dopo aver dominato e quei due punti lasciati a Sassuolo che valgono il calcio di Insigne al cartellone. Ci sta la sconfitta con la Dea, ci sta quella con il Milan e anche i due punti lasciati all’Inter, ma quelli di Sassuolo sono i più dolorosi.
E adesso le 5 gare che attendono il Napoli sono toste, a cominciare da domenica contro il Cagliari ovvero una squadra che da sempre ha dato filo da torcere al Napoli anche se qualche ricordo indelebile stupendo c’è.
Era il 10 novembre 2010 e il Napoli a Cagliari difendeva con i denti uno 0-0. 93° minuto, punizione dal limite per il Cagliari con Nainggolan al tiro. Carlo Alvino, commentatore della partita, invoca l’arbitro: “Fischia, Fischia”, e poi – 94° – Cavani si avventa su una palla per lanciare in velocità Lavezzi e Carlo Alvino prega: “Nu fischià, nu fischià” e la palla si deposita in rete. Dopo 15 anni il Napoli aveva sfatato il tabù Sant’Elia.
Cagliari, dunque, la squadra che fece imbufalire Carlo Ancelotti, verrà domenica al Maradona con l’acqua alla gola e con le prossime tre partite (Benevento, Fiorentina e Milan) non certo in discesa, ma se il Napoli adesso guarderà dritto per la propria strada, non dovrà temere.




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