Lo stop della Nazionale, ma il Napoli guarda al campionato
I tifosi partenopei vorrebbero restare nell’atmosfera fatata del campionato leggendo e rileggendo la classifica; invece bussa alla porta la Nazionale per la competizione più inutile in Europa che poco è compresa dal pubblico e dai club. Serviva per dar vita alle amichevoli e si è costruito un castello di sabbia che impegnerà l’Italia domani nella semifinale con la Spagna e domenica 10 nella finale o nella disputa per il terzo o quarto posto. Si vince la Coppa e la Federazione incasserà qualche milioncino come il Portogallo nell’ultima finale vinta. Il 17 ottobre si torna in campionato e per il 12 e 15 novembre un’altra sosta per la qualificazione ai Mondiali.
E allora Luciano definito Spallettone da un pimpante Mourinho che aspetta il Napoli il 24 ottobre col sorriso sulle labbra e qualche amuleto portoghese tra le mani, Lucianone – si diceva – ritroverà domani tutti i giocatori non convocati tra i quali Fabian e Mario Rui che potranno finalmente rifiatare, mentre Mertens e Ghoulam potranno completare la preparazione. Per Spalletti sono risorse che si riveleranno preziosissime in vista di un fine novembre da paura.
Dopo la sosta di novembre, il Napoli giocherà a San Siro domenica 21 contro l’Inter , il mercoledì 24 allo Stadio Spartak, la domenica 28 al Maradona contro la Lazio e il mercoledì 1° dicembre a Sassuolo. Mertens, Ghoulam, Juan Jesus, Lobotka saranno le risorse cui Spaletti potrà attingere senza contare Zanoli che accumula esperienza e freddezza.
Intanto a Sky Sport ricordano che il Napoli 2021/22 è la nona squadra in assoluto nella storia della Serie A ad arrivare a punteggio pieno dopo le prime sette giornate e 5 volte su 8 la capolista ha poi vinto lo scudetto. Ma il tecnico di Certaldo non vuol sentir parlare di scudetto: “La squadra ha anche dei difetti, in alcune fasi di gioco perdiamo troppi duelli. Dobbiamo migliorare nella fase di nessuno, quando la palla è per aria, sulle palle di nessuno noi ne portiamo a casa troppe poche rispetto agli avversari. Quella fase lì è importante allo stesso modo della fase attiva e passiva, ci sono dei rimbalzi su cui bisogna lottare col duello fisico”.
Spalletti non ha una squadra perfetta, Koulibaly non è contento perché il Napoli ha preso gol; Insigne “ne aveva ancora”. Così mentre piovono lodi dai salotti buoni in attesa del crollo, il Napoli non si bea dei risultati, né della classifica. Vuole di più.




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