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Le riflessioni di Gaetano…e il binomio scudetto-salvezza

Io sono Armando Guarino e scrivo gialli, ma quando ero piccolino e facevo volare la mia fantasia mia nonna diceva a mio padre: ”ecco, sta facendo le riflessioni di Gaetano…”. Siccome non ho mai saputo chi fosse il “suo” Gaetano ne ho inventato uno io con il quale parlare del mio immenso amore per Napoli e il Napoli.

 

Stamane, quando sono entrato nel bar di Gaetano, c’era poca gente e tutti impegnati tra di loro, in conversazioni in gruppetti separati. Il motivo c’era ed era evidente: Gaetano non era al suo solito posto dietro al bancone, sostituito dal ragazzo che gli dava una mano.

“Peppino”, lo chiamo, “ma Gaetano dove sta? Forse non sta bene?”

“Gaetano sta dietro… mi credete? Non l’ho mai visto così!”

Incomincio a preoccuparmi. Vado subito sul retro e lo trovo piegato sulle ginocchia con la testa tra le mani.

“Gaetano, che succede? Ma perché sei così affranto? In fondo non è cambiato nulla questa settimana, siamo sempre a una sola lunghezza di distacco e con la vittoria dell’Atalanta, la Juventus, che tu dici sempre di temere, è oramai fuori gioco.”

“Sì, hai ragione, è così. Non è cambiato nulla.”

“Allora? Perché stai così?” gli domando vedendo che non si era mosso di un millimetro. Se non lo avessi sentito, avrei quasi pensato che stesse piangendo.

“Hai sentito Conte? Hai sentito cosa ha detto? Che da ora in poi ci saranno dieci finali.”

“E non sei d’accordo? Saresti l’unico in città”

“Sì, sì… Però il Napoli basket ne ha nove per evitare di andare in serie A2…”

Non capivo… se ne accorge e si alza in piedi. Mi mette una mano sulla spalla e mi guarda negli occhi.

“Non è possibile… il Napoli vince il terzo scudetto e nel basket per poco non retrocediamo. Lo scorso anno vinciamo la Coppa Italia di basket e il Napoli arriva decimo. Ora noi dobbiamo fare dieci finali per vincere e loro nove per salvarsi? E per loro la strada è ancora più ardua”.

Aveva ragione. A Napoli sembra impossibile gioire soltanto, dobbiamo avere sempre un motivo per soffrire.

Ho provato a sdrammatizzare.

“Vorrà dire che saranno diciannove finali” gli dico.

“Fosse così semplice… ma Conte…”

Poi si ferma un attimo, mi accorgo che sta pensando, poi si libera.

“Ma Conte… non potrebbe allenare anche il Napoli Basket? Bastava avesse detto loro dall’inizio “Amma faticà” o “Se vogliamo, possiamo”… voilà! Scudetto e salvezza!”

Capisco che non sarei riuscito a sollevarlo e me ne vado. Per fare colazione dovevo sperare in una doppia impresa il prossimo fine settimana tra Venezia e Bologna.

(Armando Guarino)

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