
Le riflessioni di Gaetano (che non sono io…)
Io sono Armando Guarino e scrivo gialli, ma quando ero piccolino e facevo volare la mia fantasia mia nonna diceva a mio padre: ”ecco, sta facendo le riflessioni di Gaetano…”. Siccome non ho mai saputo chi fosse il “suo” Gaetano ne ho inventato uno io con il quale parlare del mio immenso amore per Napoli e il Napoli.
Gaetano non è un giornalista, non ha mai giocato a calcio e non è neanche un esperto di statistiche. È però innamorato della sua città e della sua squadra. Così quasi ogni mattina io lo vado a trovare al bar che gestisce e con la scusa di prendermi un caffè, mi fermo a chiacchierare con lui su quello che è successo nel weekend appena trascorso o su quello che sta per succedere.
Stamattina l’ho trovato che teneva un comizio davanti alla folla che, ipnotizzata dalle sue parole, lasciava freddare il caffè. Avevo ascoltato soltanto la sua ultima frase: “Ce la giocheremo fino alla fine” così, non appena si è aperto un varco, sono andato a salutarlo.
“Ciao Gaetà! Pure oggi è dura, vero?”
“Uè Armà, beh, dopo quello che è successo domenica… m’aggia ‘ntussecato il ragù di mia moglie.”
“Però ti ho sentito convinto, ora che sono entrato”.
“Allora, sai bene che non sopporto il tifoso criticone, quello che è pronto a sparare su tutto e tutti alla prima difficoltà, quello che sa sempre (dopo) quello che era meglio fare. Quindi, ho voluto precisare, perché li sentivo Armà a questi dire che il mercato non lo hanno voluto fare o il pappone non ha voluto spendere o altre menate del genere, che non possono essere questi i motivi per i quali non vinciamo da quattro settimane”.
“E quali sono allora, secondo te?”
“Se lo sapessi non starei in questo bar dalle sei del mattino alle otto di sera… però so che non siamo mai stata la squadra più forte. Siamo stati finora sicuramente i più bravi. Poi uno se ne va, se ne infortunano tre, uno dietro l’altro, tutti sulla sinistra, un minimo calo di forma da parte di alcuni che hanno brillato per quasi tutto l’anno e… eccoci qua. Non dimentichiamo che a Roma, per esempio, è andata anche storta. Alla fine, secondo me, stanno pagando la pressione di stare in alto per tante settimane, con questi caproni” mi ha detto sottovoce indicando contemporaneamente gli ospiti del bar ora intenti a bere e mangiare, “che un giorno li osannano e quello dopo sono capaci di sotterrarli.”
“Ma anche tu credi che il matrimonio tra ADL e Conte sia già finito?”
“Credo che a lui alla fine interessi una sola cosa: vincere.”
Gaetano dopo quelle parole mi ha sorriso e salutato. C’era un altro gruppetto di ospiti che aveva riconosciuto e che aspettavano di conoscere cosa pensasse.
Dovevo però chiedergli ancora una cosa.
“Gaetà! Secondo te abbiamo ancora possibilità? Hai visto che s’è fatto male anche Anguissa?”
“Certo, nun te preoccupà. Sabato sarà una bellissima battaglia! E io sarò lì a incitarli”.
Ora sì. Ora sì, che potevo andarmene.
(Armando Guarino)
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