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L’aiuto del polacco Glik ai bambini ucraini: finanziato l’acquisto di un’ambulanza superattrezzata

Che spavento per Kamil Glik, tornato a casa dopo una notte passata  in osservazione in ospedale a Brescia, a seguito del colpo alla testa subito all’82’ nel corso del match Brescia Benevento di qualche giorno fa, incontro terminato con un buon pareggio per i Sanniti.  A proposito di Glik, tra i calciatori che stanno cercando di dare il proprio contributo all’Ucraina c’è anche lui, il difensore polacco giallorosso, che ha finanziato l’acquisto di un’ambulanza necessaria al trasporto dei bambini gravemente malati dall’Ucraina verso la Polonia. Non solo l’ambulanza con attrezzature speciali però: il buon Kamil, infatti, di concerto con la moglie, ha anche deciso di mettere a disposizione tre immobili di proprietà a Cracovia, dedicandoli all’accoglienza di alcune famiglie in fuga.

Molto toccato da ciò che sta avvenendo ai confini del suo paese natale, Glik – così come Lewandowski – aveva già fortemente supportato la scelta della Polonia di non giocare il playoff Mondiale contro la Russia a causa dell’escalation di violenza contro l’Ucraina, come emerso nel suo messaggio pubblicato su Twitter “Noi, i giocatori della nazionale della Polonia, insieme alla Federazione, abbiamo deciso che alla luce delle aggressioni contro l’Ucraina non intendiamo giocare il playoff contro la Russia. Non è stata una decisione facile, ma nella vita ci sono cose più importanti del calcio. I nostri pensieri sono tutti con l’Ucraina e col nostro amico e connazionale Tomasz Kedziora che è ancora a Kiev con la sua famiglia” (Il terzino destro polacco della Dynamo Kyiv bloccato in Ucraina allo scoppio della guerra che, nel frattempo però, è riuscito a mettersi in salvo raggiungendo la Polonia n.d.r).

 

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