C’è ancora chi ritiene colpevole la società Calcio Napoli di non aver saputo o voluto trattenere in rosa Kvicha Kvaratskhelia. Ancora si punta l’indice sulla società che non adeguò l’ingaggio all’indomani dello scudetto. Un anno duro, quello successivo, anche difficile da cui poteva uscirne vincente come tutta la rosa del Napoli se avesse accettato di diventare uno dei soldati di Antonio Conte. Così non è stato: il suo segreto accordo con il PSG è diventato concreto e lo staff di Kvara ha ricordato alla società calcio Napoli che non accontentando il giocatore avrebbe avuto un danno economico. Ecco, per capire fino in fondo, qual sia stata la ragione della fuga di Kvara a Paris, Contropiede Azzurro ha chiesto spiegazioni all’avvocato Claudio Russo, esperto di diritto sportivo.
ART. 17 DEL REGOLAMENTO FIFA SUI TRASFERIMENTI DEI GIOCATORI
Mi sembra opportuno fare chiarezza, alla luce dei recenti avvenimenti in sede di calciomercato ed, in particolare, mi riferisco al clamoroso trasferimento di kvicha kvaratskhelia dal Napoli al PSG. Ritengo opportuno analizzare, al solo fine di rendere più chiare alcune dinamiche di calciomercato il più delle volte sconosciute all’utenza, alcuni aspetti dei regolamenti attualmente in vigore, ed in particolare l’art.17 del regolamento FIFA (approvato a partire dall’anno 2001) con il quale è stata concessa la possibilità di sciogliere unilateramente il vincolo contrattuale, senza giusta causa, a ciascuna delle parti (club-giocatore), che concludono un accordo inerente il diritto alla prestazione sportiva.
Il suindicato regolamento, recentemente emendato nel 2018, dopo aver chiarito che una risoluzione contrattuale è ammissibile quando raggiunge una giusta causa (art.14 e 15), nel successivo art.17 specifica le conseguenze di una risoluzione senza giusta causa, ed individua l’unico caso in cui ciò non comporta sanzioni sportive o disciplinari. L’interruzione contrattuale senza giusta causa (art. 17) prevede l’imposizione di una compensazione pecuniaria e, se avviene durante il periodo protetto, anche di sanzioni sportive. Il regolamento FIFA, infatti, prevede che i contratti stipulati tra club e giocatori non possono essere interrotti durante il c.d. “protected period”, ossia un periodo di tre intere stagioni o tre anni, a seconda dell’evento che si verifica per primo, dopo l’entrata in vigore di un contratto, in cui tale contratto è concluso prima del 28 ° compleanno del professionista, o due intere stagioni o due anni, a seconda dell’evento che si verifica per primo, a seguito dell’entrata in vigore di un contratto, quando tale contratto è concluso dopo il 28 ° compleanno del professionista. Il rinnovo contrattuale fa partire un nuovo “protected period”.
Le violazioni contrattuali, all’interno o all’esterno del periodo protetto, come detto possono dare origine a un indennizzo. L’importo della compensazione pecuniaria è calcolato secondo criteri oggettivi, quali: a) la remunerazione e altri benefici dovuti al giocatore ai sensi del contratto esistente e/o nuovo contratto; b) il tempo rimanente nel contratto esistente fino a un massimo di cinque anni; c) le commissioni e le spese pagate o sostenute dal precedente club (ammortizzate per la durata del contratto); d) se la violazione contrattuale si è verificata entro il periodo protetto.
Avv. Claudio Russo, esperto di diritto sportivo
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