Intervista a Gennaro Scarlato: “Come battere la Juve? Il Napoli deve aggredirla e non aspettarla”
Gennaro Scarlato, ex difensore ed ex capitano del Napoli ed attuale allenatore del Benevento Under 16, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Contropiede Azzurro. L’ex calciatore azzurro ha analizzato lo stato di forma del Napoli e della Juventus ed ha parlato anche della situazione giovani del club partenopeo, lasciandosi andare anche a qualche bel ricordo con la maglia azzurra.
Buon pomeriggio Scarlato. Che emozione ha provato da napoletano ad essere chiamato dal Napoli dopo il fallimento?
“Ho provato grandi emozioni. Io ho lasciato Napoli in giovane età, intorno ai 20-21 anni, quindi tornare in età matura con maggiori responsabilità mi hanno dato tanta voglia di far bene.”
Il ricordo più bello di quell’annata col Napoli?
“Il ricordo più bello è il goal del 3-2 contro il Foggia. Diciamo che il goal non è stato bellissimo, ma per come si era messa la gara è stato importante. Se l’avessimo persa rischiavamo di non andare più ai playoff. Quindi ribaltarla in pochissimi minuti con un mio goal mi ha lasciato un bellissimo ricordo.”
Visto che lei allena i ragazzi del Benevento Under 16, che opinione si è fatto del settore giovanile del Napoli? Ci sono tanti ragazzi che non riescono ad esplodere. Insigne è stato un raro caso…
“Innanzitutto, Insigne è stato un caso, ma è andato anche in giro a farsi le ossa ed è esploso e maturato a Pescara. Bisogna considerare che il livello della prima squadra del Napoli è molto alto, dunque per i giovani diventa più difficile arrivarci. Devono avere delle qualità notevoli, devono essere dei giocatori di assoluto livello. Per ora la società non sembra intenzionata ad investire sui giovani, invece io che sono a Benevento ho visto che grande sforzo fa la società per i giovani, che li considera una risorsa primaria. La questione giovani dipende sempre dalla filosofia della società e dalle scelte che si fanno.”
Come ha visto il Napoli contro l’Inter? Ed in particolare, da ex calciatore, come ti è sembrata la forma fisica dei giocatori?
“Ho visto un buon Napoli, in uno stato di forma abbastanza buono. Si è giocato di sera, quindi il clima da questo punto di vista ha aiutato. Io non pensavo di trovare il Napoli già a questo livello, ha avuto una buona tenuta. È vero ha sofferto un pochino nel primo tempo, ma dopo lo svantaggio per me ha avuto una grande reazione. Poi l’azione del goal è stata spettacolare: in 2-3 passaggi sono arrivati in porta. Questa cosa mi fa pensare che il Napoli in ogni momento può far male all’avversario.”
Come si può battere la Juventus? Quale potrà essere l’arma vincente del Napoli?
“Io ho sentito parlare molto del fatto che il Napoli farà una partita d’attesa e ripartirà in contropiede. Per me il Napoli ha le caratteristiche per far male alla Juve. Però, i bianconeri hanno giocatori talmente forti ed importanti che, a mio avviso, se fai una partita di contenimento prima o poi il goal lo prendi. Secondo me meglio affrontarla a viso aperto ed impensierendola nei punti deboli. Insomma, il Napoli deve giocarsela. È una gara secca, quindi è difficile gestire la partita.”
In che stato di forma ha visto la Juventus?
“A me non è sembrata al top della forma. Ma potremmo essere ingannati dalla partita in quanto la Juve potrebbe aver giocato a quel ritmo perché si è adeguata al Milan. Io non sottovaluterei lo stato di forma dei bianconeri.”
Da ex calciatore, ha visto i giocatori spaventati nel giocare in questa situazione con in giro il Coronavirus?
“Quando si va in campo spesso non si pensa a tutto il resto. Magari potrà capitare che si evita un po’ il contatto, però penso che la concentrazione della partita e la voglia di vincere farà mettere da parte tutte le paure.”
Le piacerebbe lavorare al Napoli in futuro?
“Io ho intrapreso da poco la carriera da allenatore. È normale che voglio puntare al massimo ed arrivare in Serie A. Per ora alleno le giovanili ed il Napoli non mi ha mai contattato. Per ora sto molto bene a Benevento che mi sta dando anche la possibilità di crescere. Ne riparleremo tra qualche anno, per ora è ancora presto”.
Giovanni Frezzetti
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