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Intervista a Gennaro Iezzo: “Il Napoli è stato il coronamento della mia carriera e Gattuso mi piace molto”

Gennaro Iezzo è stato portiere del Napoli dal 2005 al 2011, disputando ben 104 partite a difesa della porta partenopea. Iezzo, da sempre tifoso del Napoli, in esclusiva ai microfoni di Contropiede Azzurro ha parlato dei suoi anni trascorsi in maglia azzurra. Inoltre, l’ex portiere ha parlato anche del Napoli del futuro sotto la guida di Gennaro Gattuso e del settore giovanile coordinato dal suo grande amico Gianluca Grava.

Salve Iezzo. Partiamo da un ricordo sicuramente positivo. Quando è arrivata la chiamata del Napoli nel 2005 che emozioni ha provato?

“Sicuramente il piacere di essere chiamato dal Napoli, per uno come me tifoso da sempre, è stato un momento bellissimo. Io avevo una promessa col Cagliari e offerte da altre squadre di Serie A come Rome ed Udinese, ma anche all’estero dall’AEK Atene che mi dava la possibilità di giocare in Champions. Ma nel momento in cui è arrivata la chiamata il mio pensiero era solo Napoli, potevo coronare il mio sogno di vestire la maglia azzurra.”

Cosa ha rappresentato il Napoli nella sua carriera?

“Io penso sia stato il massimo. Come ho detto prima è stato un sogno che si è avverato. Io quasi non ci speravo più perché ormai avevo 32 anni. Ma questa città mi ha dato tanto e me ne accorgo quando cammino per strada che le persone si ricordano sempre di me in modo positivo. Ho un grande rapporto con la città che mi fa sempre sentire grande affetto.”

La parata più bella ed importante col Napoli?

“Ce ne sono state tante in 6 anni di Napoli. Faccio fatica a sceglierne una. La gente si ricorda sempre il rigore parato a Kakà a San Siro.”

Parlando di giovani, visto che lei è direttore di una scuola calcio, come può migliorare la cultura sportiva giovanile a Napoli? Chi meglio di lei può dirlo visto che viene da una grande scuola di talenti, quella di Castellammare di Stabia che ha sfornato giocatori come Quagliarella, Mirante, Donnarumma…

“Secondo me si va spesso a pescare i giovani all’estero. Gianluca Grava, mio grande amico, sta facendo un grane lavoro con le risorse che ha a disposizione. Si dovrebbe investire di più ed affiancare una figura a Gianluca per aiutarlo in questo percorso. Siamo troppo esterofili, poi ci lamentiamo se i nostri talenti se ne vanno fuori.”

Come vede il Napoli alla ripresa del campionato?

“Il Napoli deve dare il massimo in Coppa Italia e Champions. In campionato sarà difficile arrivare al quarto posto. Allora penso che le energie vadano concentrate su queste due competizioni per regalare una gioia ai tifosi in un’annata un po’ particolare.”

Le piace il Napoli di Gattuso?

“Gattuso a me piace molto, come uomo e come allenatore. Mi piace molto come sta impostando il gioco del Napoli. Senza nulla togliere ad Ancelotti che è un grandissimo allenatore, ma, che purtroppo non è riuscito a far esprimere il Napoli al meglio. Ci sono stati un po’ di risultati deludenti, ma nel calcio ci sta.”

Cosa manca al Napoli per arrivare ai livelli delle grandissime d’Europa?

“Il Napoli nella partita secca se l’è sempre giocata con le grandissime, esprimendo anche un bel gioco. Il Napoli ha una rosa importante, ma bisogna migliorarla ancora per vincere. Vanno fatte delle aggiunte di esperienza senza cedere i big. Bisogna fare degli acquisti senza guardare alle plusvalenze. Manca qualcuno che già sa come si vince il campionato, calciatori esperti ma con i quali non puoi fare plusvalenze. Ma l’eventuale mancata qualificazione in Champions, con la conseguente perdita economica, non aiuterà a migliorare la rosa.”

In chi si rivede oggi Gennaro Iezzo?

“Forse perché veniamo dalla stessa scuola e con lo stesso maestro, Ernesto Ferrara. Per me è stato più che un preparatore, è stato un maestro. Io mi rivedo in Mirante e Donnarumma, abbiamo lo stesso stile perché siamo cresciuti con la stessa scuola”.

Giovanni Frezzetti

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