
Simeone, a Venezia ci martelleranno
Dopo la sconfitta con il Genoa il 17 febbraio scorso, il Venezia sembrava una squadra rassegnata ad alzare bandiera bianca per quella retrocessione che appariva ormai certa. Così è scesa in campo contro la Lazio, con la mente sgombra e libera da ogni pressione riuscendo a mettere la museruola ai biancocelesti. Identica situazione la settimana successiva, con la mente ancor più libera perché il calendario le presentava un cliente molto scomodo e molto più forte, l’Atalanta, che lottava per inserirsi nella lotta scudetto. Ed ecco che Di Francesco fa un altro sgambetto imponendo alla Dea il pareggio sotto gli occhi di Spalletti in tribuna. Nel tris, alla 28^ di campionato, è rientrato pure il Como, altro cliente ‘eclettico’ (Napoli testimone) che subisce il pareggio al 95°su rigore.
Così i lagunari cominciano a fantasticare ancor più con un allenatore che incita a non mollare e oggi pronti a ricevere il Napoli che anche all’andata aveva dovuto attendere l’ingresso di Raspadori al 79° per averne ragione. E che sarà un’altra battaglia ne è convinto anche Giovanni Simeone, intervenuto a Radio Crc, : “Per me la cosa più difficile sarà trovarsi davanti uno stadio pieno, dove ci martelleranno per tutta la partita. Non è semplice giocare in quell’orario. Dobbiamo entrare carichi, non sbagliare più e non dare nessuno spazio ad altre squadre”.
Dunque, come dice Conte, sarà la prima di altre finali?
“Io non ho mai lavorato così tanto in vita mia. Al di là di come finirà, non dimenticherò mai come ho lavorato in questa stagione. È stato difficile da reggere, ma una volta trovato quel livello tutto diventa positivo. Non è facile da spiegare, trasformi il soffrire in una sofferenza che inizia a piacerti perché vedi risultati. Difficile correre per 9-10 chilometri in allenamento, è dura, ma alla fine vedo il lavoro”
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