Il Napoli spalanca le porte alla qualificazione, ma Gattuso le chiude
NAPOLI – GRANADA 2 – 1
La delusione per l’eliminazione del Napoli dall’Europa League dopo l’inutile vittoria contro il Granada, si è avvertita nei sospiri di Piotr Zielinski che a fine partita ha espresso tanti rimpianti per la partita “non” giocata a Granada che ha condizionato quella allo stadio Maradona. “Eravamo superiori”. E proprio da questo dato bisogna ripartire per pensare di impostare un nuovo mini-campionato dalla 24esima giornata.
La cronaca fredda della partita si esaurisce in tre numeri: al 5° un gol di gran classe di Zielinski spalanca le porte alla possibile qualificazione agli ottavi; al 25° l’unico tiro in porta di Montoro al suo primo gol richiude le porte; al 59° una giocata splendida di Fabian porta il Napoli in vantaggio. Fine della cronaca che nulla dice di un palo di Insigne su tiro di punizione; nulla dice di una sequela di corner su azioni (nervose) ma di qualità del Napoli; nulla dice che il Napoli ha fatto tutto ciò in un fazzoletto di minuti in una partita che il Granada, complice l’arbitro, non ha giocato.
Chi ha memoria, ricorderà i tempi supplementari del Napoli di Mazzarri contro il Chelsea nella gara di ritorno di Champions League per l’accesso ai quarti di finale, quando gli inglesi impedirono al Napoli una qualsiasi azione trascorrendo il tempo sdraiati a terra dopo il vantaggio acquisito.
Contro il Granada il Napoli ha trovato una vittoria tra una pausa e un’altra, tra una rissa e un’altra che mortifica il gioco del calcio che il Napoli ancora onora, non conoscendo ‘la cazzimma’ evidentemente esportata e di cui non ricordiamo più l’esistenza.
Le critiche per l’esclusione dall’Europa League, sui social e nei salotti degli opinionisti, si sprecano; eppure questi azzurri con la maglia azzurra, hanno dato tutto quanto potevano dare e anche di più, ma avrebbero bisogno di una guida, di un tecnico che avesse le idee chiare, di un tecnico che avesse spinto il Napoli in vantaggio al 5° minuto ad andare avanti e non ad aspettare. Non si può sperimentare in ogni partita un modulo diverso costringendo i giocatori a cambiare gioco e ruolo. Non si può “fare” una partita diversa nel primo e nel secondo tempo per poi chiedere continuità.
Il Napoli è una gran bella squadra, capace a sprazzi di conciliarti con il calcio ma trattenuta in un non gioco che non gli appartiene. Che ora si continui pure con Gattuso, come ha ribadito la Società, che fra dieci anni, da tecnico esperto, potrà dire – con il Napoli ho fatto esperienza -.




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