
Hamilton e la maglia sul podio al Mugello, inchiesta FIA per una probabile sanzione
La FIA sta esaminando se il campione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton abbia infranto le regole indossando una maglietta, sul podio del Mugello. Hamilton, infatti ha indossato una maglietta con alcune frasi su sfondo nero che recitavano: “Arrestare i poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor“. Una T-shirt che ha fatto scalpore, visto che ha evidenziato in modo palese la brutalità della polizia negli Stati Uniti. Il messaggio lanciato dal pilota Mercedes, ha ricevuto, dunque, grandissima enfasi dopo essere stato inquadrato durante la premiazione dell’ultimo GP italiano e ciò potrebbe comportargli non pochi problemi, dato che il Codice Sportivo Internazionale della FIA afferma che i concorrenti non sono autorizzati a utilizzare “pubblicità di natura politica o religiosa o che sia pregiudizievole per gli interessi della Federazione” sulle loro auto. Certo, non vi è alcun riferimento specifico a ciò che possono mostrare gli indumenti, ma la FIA sta attualmente analizzando se la maglietta indossata da Hamilton veicolasse un messaggio politico.
Parlando in conferenza stampa il pilota Mercedes ha aggiunto: “Mi ci è voluto molto tempo per ottenere quella maglia e volevo indossarla e portare consapevolezza al fatto che ci sono persone che sono state uccise per strada. C’è qualcuno che merita giustizia e i responsabili stanno ancora camminando a piede libero“.Insomma dopo la campagna “Black Lives Matter“, l’unico pilota nero della F1 non intende fare passi indietro nella lotta ai diritti degli afroamericani. Una cosa che rischia anche di costargli dal punto di vista sportivo. Se venisse formalizzata l’irregolarità, infatti, Lewis rischierebbe una multa oppure una penalizzazione in termini di punti.
Taylor, un operatore sanitario, era una donna di colore di 26 anni che è stata colpita otto volte da agenti di polizia in borghese che hanno fatto irruzione nella sua casa a marzo. La morte della ragazza è oggetto di indagini negli Stati Uniti da parte del procuratore generale del Kentucky e dell’FBI.
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