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Giro palla veloce con pochi tocchi: questo sarà il Napoli di Spalletti

Pampa Sosa a Canale 21 si aspettava qualcosa in più, mentre Spalletti valutava la trama tattica che in una partita priva di emozioni e condizionata dall’infortunio di Diego Demme, ha comunque evidenziato un gioco essenziale  pressochè privo di palleggio per privilegiare una veloce verticalizzazione che è anche esercizio nel trovare linee di passaggio.

Spalletti schiera il classico 4-2-3-1 che è privo dei Nazionali e anche di Elmas per affaticamento muscolare e di Petagna per un taglio ad una gamba; quindi Rrhamani e Koulibaly sono affiancati da Zanoli e Mario Rui. In avanti Zedadka a sinistra e Ounas sottopunta di Osimhen con Politano a destra. Ma il Napoli si comincia a vedere dopo qualche minuto dall’infortunio quando riesce a sviluppare il gioco. Osimhen segna poi al 26° su azione di calcio d’angolo e riesce a sbagliare anche un gol più facile a farsi.

Ma finalmente il professor Spalletti è intenzionato a moderare la corsa del nigeriano che deve essere sempre finalizzata. E si è ampiamente notato il comportamento di diversi giocatori più obbedienti alla tattica di un tocco e via pur apparendo ancora pesanti nelle giocate. Si nota uno sprint ancora senza continuità anche in giocatori che sembravano esclusi del tutto: Malcuit entrato a un quarto d’ora dalla fine, è apparso più spigliato e obbediente nel far filtrare la palla con velocità e anche alcuni giovani come   Folorunsho, entrato in sostituzione di Demme, dopo i primi minuti che appariva impacciato, ha trovato maggiore fluidità.

Piccoli importanti segnali positivi; oggi si torna a Castel Volturno pensando alla trasferta a Monaco. Intanto i tifosi, i giocatori e l’intero staff del Napoli hanno salutato Dimaro con un arrivederci all’anno prossimo,

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