
E se Inzaghi si mostra particolarmente nervoso…
Per Simone Inzaghi non deve essere stata una bella serata quella dell’altro ieri al Maradona. Il tecnico neroazzurro verso l’85mo minuto accarezzava già l’idea del ventunesimo scudetto quando uno spilungone subentrato dalla panchina – arrivato un po’ a sorpresa nel mercato di gennaio – gli ha improvvisamente sparigliato le carte in tavola. Non solo, deve essere stato veramente triste negli ultimi minuti rischiare di perderla, la partita col Napoli. Perché ieri l’altro, a parte la prodezza di Di Marco, l’Inter è sembrata tutt’altro che la corazzata invincibile in lizza per il triplete.
Nell’intervista post partita, ai microfoni di DAZN con sguardo spiritato e piglio indispettito, lo stesso Inzaghi si è presentato con un tono piuttosto stizzito: “Non fate vedere solo il tocco di mano di Dumfries, voglio vedere anche il contatto. Fatemi vedere anche il contatto in area, non solo questo: sono proprio curioso”. Un nervosismo alle stelle che, oltre ad aver lasciato senza parole i giornalisti, deve avergli annebbiato anche il pensiero: il gol di Di Marco nasce da una punizione assegnata immediatamente dopo quell’episodio. Col senno di poi, se l’arbitro avesse fischiato rigore non ci sarebbe stata la punizione. Senza contare il fatto che l’uno a zero sull’eventuale penalty non sarebbe stato, poi, neanche tanto scontato…altro che rimuginare.
La Gazzetta dello Sport ieri riportava: “Inzaghi, a palla ferma, entra in campo, raduna la squadra e s’inventa un cooling break invernale, ovviamente ammonito da Doveri. Questa è la fotografia del nervosismo dell’Inter, nell’emergenza diventa confusione nella testa della squadra. I cambi di Conte invece fruttano e Billing The Kid, a 8 minuti dal suo ingresso, spara il colpo giusto: 1-1 al 42esimo. Il Maradona esulta come se avesse vinto. Ma, in fondo, non ha tutti i torti”. Una lettura corretta quella della rosea: azzurri carichi ed un Inzaghi piuttosto nervoso…neanche il tempo di godersi il primo posto che già sente il fiato sul collo di un bel Napoli, tosto e in fiducia, come quello visto nell’ultimo match di Fuorigrotta.
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