E’ contraddittorio parlare di tanta sfortuna e contemporaneamente di crisi di gioco
Molti quotidiani sportivi commentando la sconfitta del Napoli in casa con l’Empoli hanno parlato della sfortuna che continua ad assediare il Napoli decimato dagli infortuni. Ma pur considerando le tantissime assenze, molti opinionisti hanno parlato di una crisi di gioco che va al di là delle assenze. I numeri dicono che il Napoli ha totalizzato 24 punti in 8 giornate e 12 nelle successive partite: nei numeri c’è dunque la prova della crisi. E tuttavia sembra contraddittorio parlare di tanta sfortuna e contemporaneamente di crisi di gioco.
Se Luciano Spalletti, pur in un tempo ridotto questa estate, ha studiato e preparato una squadra con quegli interpreti che hanno assimilato il gioco verticale che riusciva a tutelare la difesa, non può reggere per lungo tempo una metamorfosi con attori diversi. Osimhen dettava un tipo di gioco che è mutato con Mertens e anche con Petagna, ma se Koulibaly e Anguissa fossero rimasti in campo, sarebbe cambiata la filosofia ma non il risultato.
Come sfogliare una margherita son venuti meno tutti i protagonisti e, ancora, in emergenza, il Napoli ha mostrato di dettar legge in campo con episodi (anche arbitrali) che hanno dato ragione ai numeri. Basterebbe pensare alla gara con l’Atalanta e con il Leicester: entrambe giocate in piena emergenza, entrambe decise da un episodio: ma la prestazione è stata da applausi in entrambi i casi. La sconfitta con l’Empoli è conseguenza anche dell’ultimo petalo della margherita (Zielinski) che ha poi costretto l’ingresso di tre giocatori ancora non pronti con altri, come Di Lorenzo e Mario Rui, che rischiano per eccesso (indispensabile) di minutaggio.
De Laurentiis ha detto di Spalletti che è il miglior allenatore della sua èra per aver dato un gioco ma anche per aver fatto emergere le qualità e le potenzialità in tutti i giocatori della rosa. Da Rrahmani a Lobotka a Elmas a Ounas, Petagna: tutti pronti, magari per 30 minuti alla volta, ma non tutti insieme. E nelle ultime prestazioni mancavano i protagonisti. Come si può affermare che il giocattolo si è rotto? Con i protagonisti, in fondo titolarissimi, il Napoli quanti punti avrebbe ?
E poi è venuto il momento per far la conta dei torti arbitrali a cominciare dalla prestazione del signor Ayroldi che condizionò la partita di Osimhen che aggredito si era liberato e fu ammonito; non contento, giallo per i difensori centrali. Successe il signor Pezzuto ed è meglio non ricordare; il signor Mariani che vede il mani di Rui ma non il fallo su Elmas (forse, ma senza VAR?) e contro l’Empoli, Mariani al VAR, non segnala alcunché. E anche questi sono numeri.
I giocatori si son rotti, ma il giocattolo è solo in assistenza.




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