
Contro il Belgio una vittoria dedicata a chi doveva tacere
L’eco della vittoria contro il Belgio si sente ancora e soprattutto per Lorenzo Insigne ha un sapore speciale. Le parole di piombo scritte dal giornalista Giuseppe Pastore su “Il Foglio” pesano e tanto: “ Un trentenne che non incide mai, che non ha mai inciso e dal quale ormai nessuno si aspetta più nulla; Insigne all’inizio della parabola discendente della sua carriera-tiraggiro di cui non è ancora chiara la destinazione”. Un pezzo al vetriolo che però conclude: “ Se c’è un momento grazie al quale puoi prendere quest’articolo, appallottolarlo, giocarci a basket col cestino dei rifiuti e consigliare all’autore un uso più consono della penna e della carta, quel momento è proprio questo.” E Lorenzo Insigne può già appallottolare quel pezzo di carta e gettarlo nel cestino perché anche l’Equipe si è accorto che“Questo piccoletto è grande, uno dei più grandi talenti di Euro 2020”. C ’è da vedere piuttosto se Giuseppe Pastore riceverà il consiglio da Insigne di un “uso più consono della penna e della carta”.
Ma si sa che il vetriolo è prezioso per audience o like anche perché sul dopo cade il silenzio. Barthez e Vieira avrebbero fatto bene a tacere: Lukaku avrebbe fatto bene a non zittire Donnarumma, ma alla fine il silenzio non si sente e la Francia, come l’Olanda, la Germania ne escono con le ossa rotte, mentre l’Italia se anche si fermasse senza vincere il trofeo, avrebbe rubato la scena ai protagonisti sulla carta. Divertirsi per divertire: Mancini l’ha trasmesso e ogni maglia azzurra l’ha trasmesso all’altro coinvolgendo dopo anni, anche i tifosi italiani che sembravano dispersi nell’oblio.
Comments (0)