
Con i “se” e con i “ma” la storia non si fa (guarda avanti Lorenzo!)
Mettiamoci nei suoi panni e proviamo soltanto a immaginare il dispiacere misto a rabbia, per un’opinione pubblica che la domenica prima ti esalta e il mercoledì successivo si lancia nelle solite invettive: “Non è un leader”, “Non è un campione”, “Manca nei momenti più importanti” ecc. . Signori e signori, se fossi Insigne mi innervosirei non poco. Sempre, costantemente, sotto la lente di ingrandimento. A quasi trent’anni il Magnifico deve ancora dimostrare qualcosa al mondo che lo circonda. Un po’ come Napoli che, nonostante secoli e secoli di gloriosa storia, vive sempre con numerosi “ma” o “se” pronti ad offuscarne la bellezza. Certo, quel rigore era il centesimo gol in maglia azzurra per Insigne. Ma quel goal non si è concretizzato e la vita – di tutti, anche la sua – deve andare avanti.
Lorenzo è quello dello slalom alla Maradona di domenica scorsa contro la Fiorentina che ha mandato in gol Lozano. Quello imprescindibile secondo il CT della Nazionale Mancini, colui che incanta col tiro a giro. Una fine intelligenza tattica e un palleggio vellutato fanno dell’ex scugnizzo di Frattamaggiore uno dei più grandi talenti del calcio italiano e non sarà di certo un rigore non segnato a cambiarne fama. Qualcuno ha scritto che tre rigori sbagliati contro la Juventus fanno una prova. Questa è un’autentica banalità: non provò nulla quel maledetto rigore sbagliato di Roberto Baggio il 17 luglio 1994 (venticinque anni fa a Pasadena Codino sbagliò il rigore decisivo della finale mondiale contro il Brasile), non prova nulla il rigore sbagliato da Insigne mercoledì sera.
Lorenzo era e resta uno dei maggiori talenti del calcio italiano. A tal proposito negli annali del calcio resterà il suo primo gol in Serie A, nella seconda apparizione allo stadio Maradona – allora San Paolo – nel campionato 2012-2013, durante un Napoli Parma, match finito 3-1 per gli azzurri.
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