
Amarcord, Lavezzi espugna il Sant’Elia all’ultimo respiro
Il 10 novembre 2010 il Napoli di Mazzarri è atteso al Sant’Elia di Cagliari. Una partita tradizionalmente insidiosa: l’anno prima, era arrivato un rocambolesco 3-3, con goal del pari azzurro al 50′ st di Bogliacino. Anche questa volta la partita è sentita, e combattuta. Gli isolani possono contare su esperienza, con Conti, Biondini, Cossu; ed ottimi giovani, come Nainggolan, Astori e Matri. Il Napoli si presenta con il tridente Sosa (Cavani subentrerà al 56′), Hamsik, Lavezzi.
La partita procede con pochi squilli. Il Cagliari si difende con ordine e prova a colpire in contropiede, ma Cannavaro e Santacroce fanno buona guardia. Lo 0-0 sembra ormai inevitabile. Ma nel corso del terzo dei tre minuti di recupero, il Cagliari ottiene un calcio di punizione da ottima posizione. Si incarica della battuta Biondini, che cerca e trova Nainggolan al limite: ma il suo tiro viene rimpallato.
Sul pallone vagante si avventa Cavani, che lancia Lavezzi all’altezza della linea di centrocampo. La cavalcata del Pocho è impressionante, dopo 93 minuti di partita. E quando il difensore rossoblu è ad un passo dal fermare il contropiede, l’argentino fa partire un destro imparabile sul secondo palo. L’esultanza – la capriola contro i tabelloni pubblicitari – è iconica tanto quanto il goal. Un goal simbolo di un Napoli mai domo, che suppliva alle lacune tecniche con grinta e concentrazione. Riviviamo quei momenti con il commento di Carlo Alvino.
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