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Allegri insulta, Bonucci schiaffeggia: nuovo stile Juventus

La Juventus diventa ogni giorno di più un pezzo di potere forte del calcio malato che tuttavia riuscirà sempre a sopravvivere fin quando esisterà “ il tifo”.  Eppure questa passione viene sempre più messa a dura prova nell’oggettiva diversa valutazione in campo e fuori dal campo. Tralasciando quindi le escalation della Signora,  dalla Superlega alle plusvalenze, al falso in bilancio, passando per un esame farsa organizzato evidentemente dall’Università per stranieri di Perugia, tralasciando pure rigorini e rigoroni concessi o non concessi alla squadra più forte d’Italia, c’è da chiedersi se può continuare a tacitare tutti il marchese del grillo:  “Io so’ io… e voi non siete un cazzo. “

Sulle pagine del “Tempo”, un lungo editoriale di Alessandro Austini analizza la situazione in casa bianconera, ovvero la squadra che  non sa più vincere e con i nervi dei bianconeri  messi a dura prova. Prima lo sfogo di Max Allegri contro gli arbitri al termine della gara pareggiata in casa con il Napoli il 6 gennaio, poi la clamorosa lite di Leonardo Bonucci mercoledì a San Siro col segretario generale dell’Inter Cristiano Mozzillo  Il difensore campione d’Europa ha perso la testa per l’esultanza dei nerazzurri al gol di Sanchez che ha deciso la Supercoppa, si è scagliato contro il dirigente dei rivali ma se l’è cavata con una multa da 10mila euro decisa ieri dal Giudice Sportivo.

Andando con ordine, c’è da ricordare le frasi di Massimiliano Allegri all’arbitro Sozza punite dal Giudice Sportivo con una giornata di squalifica: “È un coglione, diglielo! Testa di cazzo, deve recuperare 12 minuti e non 5. Vi fate prendere per il culo stavano sempre per terra, hanno fatto le sceneggiate napoletane. Ora basta, anche se mi squalificano tre mesi”. Non contento, l’allenatore bianconero, ha aspettato l’uscita degli arbitri dagli spogliatoi per rivolgersi direttamente al direttore di gara. Sei un coglione. Non mi faccio prendere per il culo da un coglione“.

Per Bonucci mano ancor più leggera e la sentenza fa discutere, – si legge – visto il rapporto inviato al Giudice dagli ispettori federali presenti a Milano. Stando a quanto riportato (e mostrato per qualche secondo anche durante la diretta della gara su Mediaset), quella di Bonucci è stata un’aggressione fisica e verbale. Il difensore azzurro stava aspettando a bordo campo di poter entrare dalla panchina nei secondi finali dei supplementari (Allegri voleva fargli tirare un rigore), ma i suoi compagni hanno pensato bene di regalare a Sanchez un clamoroso assist per il gol vittoria. La panchina dell’Inter è «esplosa», compreso Mozzillo che ha esultato alzando i pugni al cielo. A quel punto Bonucci gli si è avvicinato e, stando al rapporto, avrebbe spinto e strattonato il segretario nerazzurro, colpendolo più volte con dei pugni tra il collo e la spalla. «Che c… fai, non devi esultarmi in faccia, ti ammazzo» sarebbero le parole rivolte dal centrale juventino a Mozzillo che, sorpreso dalla reazione, è indietreggiato. Poi ci hanno pensato i compagni di Bonucci a sedare la lite e tutto è finito lì senza conseguenze. Il resto lo ha fatto il Giudice, che non ha squalificato il difensore, ora regolarmente disponibile per giocare Juventus-Udinese  in campionato.

Severa fu invece la valutazione per Luciano Spalletti nell’ottobre scorso che a fine gara, rivolto all’arbitro, disse: “Bravo Massa”. Bastò per una  squalifica: e torna alla mente il Marchese del Grillo.

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