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Al Maradona poker azzurro contro la Salernitana, Insigne entra nella storia e raggiunge D10S

Napoli-Salernitana 4-1 (18′ Juan Jesus, 33′ Bonazzoli, 45’+4 Mertens, 48′ Rrahmani, 53′ Insigne)

Con il minimo sforzo il Napoli conquista il netto successo in un derby in tono minore e non solo per il pubblico sparuto. La Salernitana fa ciò che può – decimata com’è- e regge fino all’espulsione di Veseli; dopo il vantaggio di Juan Jesus e il pareggio di Bonazzoli (frutto dell’unico tiro dei granata nella porta di Meret) gli azzurri accusano inizialmente il colpo, ma una percussione personale di Elmas semina il panico e costringe Veseli a sgambettarlo; dal dischetto è implacabile Mertens, e ad inizio secondo tempo segna anche l’altro centrale difensivo Rrahmani; il gol più importante lo segna dal dischetto Lorenzo Insigne, il capitano azzurro tornato in campo nella seconda frazione dopo l’infortunio muscolare rimediato a inizio mese contro la Samp; il numero 24 si conquista il calcio di rigore (portando all’espulsione per somma di ammonizioni di Veseli) e dal dischetto realizza il suo 115simo gol, il gol che lo accosta per sempre nella storia a Diego Maradona; e quel “Ti amo e ti amerò per sempre”- gridato da Lorenzo alle telecamere indicando lo stemma del Napoli- è qualcosa che certamente emoziona.

Quello che resta della Salernitana dura circa un quarto d’ora, nel dominio totale degli azzurri: un colpo di testa appena alto di Zielinski su assist di Mertens, una punizione di Mario Rui parata, un tiro di Fabian Ruiz da fuori respinto, un altro tiro di Lozano ancora parato. Visto che non riesce a passare con la tecnica degli attaccanti, il Napoli rimedia con quella dei difensori, nel caso specifico Juan Jesus, capace di una girata da centravanti, sinistro preciso e imparabile. Vantaggio ottenuto con il brivido per un lungo check con il var che l’arbitro Pairetto si ritiene in dovere di aspettare per un sospetto mani di Elmas, autore dell’assist per l’improvvisato bomber brasiliano. Anziché sciogliere le briglie in un galoppo sfrenato, gli uomini di Spalletti frenano come se fosse tutto già scontato; un’azione che si sviluppa in maniera sorprendente, con un colpo di tacco visionario di Obi, un inserimentoad altissima velocità di Kechrida, una conclusione tecnicamente perfetta di Bonazzoli. Manovra da applausi, con la pesante complicità di tutto il Napoli, fermo, immobile, pietrificato.  La scelta di rinviare i cambi alla fineporta i suoi frutti perché proprio allo scadere del recupero il Napoli raddrizza di nuovo la situazione con uno slalom elegante di Elmas, toccato da Veseli in maniera irregolare, e Pairetto non ha dubbi: rigore. Dal dischetto la conclusione di Mertens è perfetta, all’intervallo si va sul 2-1 per gli azzurri nonostante qualche minuto di assenza totale.

A inizio ripresa torna capitan Insigne, al posto di Lozano, e accende la partita. Prima l’assist per Rrahmani che di testa segna il terzo gol, poi l’affondo sulla sinistra sul cui cross Veseli devia a braccio largo. Rigore ed espulsione dell’albanese. Dal dischetto è impeccabile Lorenzo e la partita finisce qui. Il resto è piccolo trotto e voglia di non farsi male. Entra Osimhen e la squadra cerca di metterlo in condizioni di segnare. Ma vanno più vicini al quinto gol Politano e Zielinski. La Salernitana in inferiorità anche numerica evita la goleada e di più non può.

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